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L’importanza dell’allattamento al seno

L’importanza dell’allattamento al seno
Von Sara Pacifici 4. Oktober 2018 791 Views

L’allattamento è un momento unico e magico dopo la gravidanza, che permette di tenere ancora stretto il bambino che la donna ha tenuto in pancia per nove mesi. Il parto segna un distacco, da quel momento si può costruire un rapporto di affettività e salute tra la mamma e il bambino attraverso la pratica della nutrizione.

Infatti, tra i benefici più importanti, c’è sicuramente il contatto diretto tra mamma e bimbo: l’atto di allattare permette di tenere il bambino stretto tra le proprie braccia, a contatto con i propri odori, la pelle, il battito del cuore e far sentire il bambino protetto e coccolato. Allattando a richiesta la mamma risponde ai bisogni relazioni e psicologici del bimbo, riconoscendoli e accettando i suoi ritmi, dimostrandogli di avere fiducia nelle sue competenze, di capire i segnali che invia ed essere disponibile per lui, rafforzando così il legame tra i due.

L’allattamento è il momento della nutrizione per il bambino, la forma più istintiva e naturale, una pratica che ha in sé moltissimi benefici a livello di salute, di crescita e sviluppo psicologico del bambino e della salute per la mamma.

Il latte materno: la base del nutrimento

Il latte materno è l’alimento più adatto per il bambino, sano e completo, l’unico che la natura prevede, un concentrato di vitamine che cambia a seconda delle esigenze del bambino.

L’allattamento al seno inizia subito dopo il parto, nel momento in cui il bambino ha bisogno di stare a contatto con la mamma e nutrirsi.
Il latte prodotto dalla mamma rappresenta per il bambino un’ottima base di nutrimento e salute, in quanto contiene più di 400 sostante nutritive che non sono sostituibili dal latte artificiale.

Per le prime ore dopo il parto la sostanza prodotta dal seno si chiama colostro, il nutriente più adatto nella prima fase di vita extrauterina. Il liquido denso, con un colore tra il giallo e l’arancione per la presenza di molti caroteni, viene prodotto in gocce perché il processo digestivo è molto faticoso per il bimbo appena nato e con lo stomaco piccolo come il suo pugnetto. All’interno di queste gocce sono presenti tutti i nutrienti e le proteine con funzioni antibatteriche che danno nutrimento e protezione.

Continuando ad allattare, al terzo giorno dalla nascita arriva la montata lattea, il latte materno che si aggiunge al colostro e contiene tutte le vitamine e i nutrienti per il bambino. La composizione del latte materno varia nel tempo e la consistenza, anche nella stessa poppata.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’UNICEF consigliano di allattare i neonati in modo esclusivo fino ai 6 mesi di vita e in modo completare almeno fino ai 2 anni, introducendo gradualmente gli altri alimenti.

I benefici per il bambino

Allattare il proprio bambino al seno, donandogli il latte che naturalmente produce il corpo della mamma, permette di strutturare e rinforzare il sistema immunitario del piccolo, proteggendolo da allergie, asma, obesità, eczemi, problemi respiratori, gastrointestinali e cardiocircolatori. L’elevata quantità di anticorpi, presenti nel latte materno, permettono di proteggerlo da molte malattie con effetti di lunga durata.

I benefici dell’allattamento prolungato sono presenti anche a livello cognitivo perché permette uno sviluppo armonico neuro intellettivo, per esempio una maggiore attenzione, segnale che la funzionalità del cervello ne ha guadagnato.

Il latte materno è un alimento unico, creato appositamente per lui, che oltre a nutrirlo, gli dona un benessere cognitivo, emotivo, familiare e sociale.

Per la salute della mamma

Per la donna allattare il proprio bimbo può essere una pratica dolorosa e faticosa, ma rappresenta non solo un atto di forte amore e accudimento, ma anche un importante pratica che la protegge e rinforza a livello fisico.

Le mamme che allattano al seno si riprendono prima dalla gravidanza e dal parto, in quanto, attraverso l’allattamento, viene prodotta la naturale contrazione dell’utero, riducendo il sanguinamento post-partum e consentedogli di tornare alle dimensioni normali più velocemente. Quindi favorisce la perdita di peso e il recupero della forma fisica.

L'allattamento rinforza il sistema scheletrico, attivando il metabolismo osseo del calcio, a lungo termine, riducendo il rischio dell’osteoporosi anche in menopausa.

La donna che allatta a lungo e per più gravidanze riduce il rischio di sviluppare tumore alle ovaie e alla mammella. Benefici si sviluppano anche a livello intellettivo: allattare rafforza il ruolo materno e l’autostima, riducendo il rischio depressione post- partum.

Gli effetti positivi dell’allattamento sono tanti non solo a livello di benessere e salute. Il latte materno è pratico ed economico, pronto sempre alla giusta temperatura. È una pratica ecosostenibile a chilometro zero che permette di risparmiare risorse ambientali.

La Settimana Mondiale dell’Allattamento Materno (SAM), che si svolge in questa settimana, la prima di ottobre (dal 1° al 7 ottobre 2018), promossa dalla Alleanza Mondiale per interventi a favore dell’allattamento (WABA- Word Alliance for Breast Fedding Action) e in Italia dalla MAMI, il Movimento Allattamento Materno Italiano, ha proprio l’obiettivo di sensibilizzare e far conoscere quali siano i benefici dell’allattamento e far trovare un supporto alle donne che trovano difficoltà nell’allattamento, con numerose iniziative sul territorio in ospedali e associazioni.


Fonti:

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